Chi ha più di trent’anni lo sa: prima che arrivassero gli mp3, tutti copiavano la musica dagli LP e dai CD sulle cassette per usarle in macchina o nel walkman. In teoria non si poteva fare – la cassetta copiata, in linea teorica, avrebbe potuto essere venduta come copia pirata, e sovente succedeva – ma lo facevano tutti.
Oggi, trovandoci a fare i conti con dispositivi diversi come tablet e cellulari e affidandoci a metodi più comodi e avanzati per trasferire dati – come, ad esempio, le SM card o le chiavette USB – pensare di rendere illegale la copia di musica a uso privato è praticamente impossibile.
Per questa ragione, negli ultimi anni SIAE ha intrapreso una battaglia – vincendola – per l’aumento del contributo per copia privata, in adeguamento rispetto al mercato.
Si tratta di un riconoscimento dovuto ad autori, editori, produttori e artisti interpreti esecutori al fine di ricevere un compenso per la fruizione dei contenuti del lavoro creativo attraverso dispositivi tecnologicamente avanzati che sempre di più ottengono successo commerciale anche grazie alla capacità di riprodurre contenuti autoriali.
La copia privata, da un lato, rappresenta un diritto per gli utilizzatori di opere dell’ingegno (che la copiano sul proprio pc, smartphone o hard disc) e dall’altro l’equo compenso un diritto per autori, editori, produttori e artisti interpreti di vedersi riconosciuti i meriti – anche materiali – del loro lavoro.

 

Ma facciamo chiarezza: cos’è, esattamente, la copia privata?
La Copia Privata è il compenso che si applica sui supporti vergini, apparecchi di registrazione e memorie (chiavette USB, tablet, smartphone, ecc…) in cambio della possibilità di effettuare registrazioni di opere protette dal diritto d’autore. In questo modo ognuno può effettuare una copia con grande risparmio rispetto all’acquisto di un altro originale oltre a quello di cui si è già in possesso. Prima dell’introduzione della copia privata, non era possibile registrare copie di opere tutelate. In Italia, come nella maggior parte dell’Unione Europea, è stata concessa questa possibilità, a fronte di un pagamento forfetario per compensare gli autori e tutta la filiera dell’industria culturale della riduzione dei loro proventi dovuta alle riproduzioni private di opere protette dal diritto d’autore realizzate con idonei dispositivi o apparecchi. L’entità del compenso tiene conto del fatto che sui supporti si possa registrare anche materiale non protetto dal diritto d’autore. SIAE riscuote questo compenso e lo ripartisce ad autori, produttori e artisti interpreti, anche tramite le loro associazioni di categoria.
In termini ancora più semplici: è perfettamente lecito che voi compriate un solo mp3 da uno store online e lo copiate dal vostro pc sul vostro smartphone e su una chiavetta USB da usare sull’autoradio anziché comprarne tre, cioè uno per dispositivo, ma per compensare la perdita sofferta da autori, artisti e produttori per il singolo acquisto – che ne sostituisce tre – sui dispositivi che incorporino una memoria vergine sulla quale possa essere trasferito materiale coperto da diritto d’autore è stato applicato a chi fabbrica o importa nel territorio, allo scopo di trarne profitto, tali apparecchi e supporti – un pagamento per il compenso di copia privata.

 

E’ legittimo a questo punto chiedersi: in che modo SIAE distribuisce i compensi della copia privata ad autori,e artisti e produttori?
Per la ripartizione della copia privata l’elemento chiave sono le indagini di mercato sull’utilizzo di dispositivi che effettuano duplicati di opere tutelate. Si tratta quindi di una ripartizione proporzionale per definizione ma basata su dati analitici.
La legge affida a SIAE il compito di riscuotere il compenso per “copia privata” e di ripartirlo ai beneficiari indicati dalla legge stessa, anche tramite le loro associazioni di categoria.
La Legge di stabilità per il 2016 stabilisce inoltre che il 10% di tutti i compensi incassati da SIAE per copia privata – calcolato prima delle ripartizioni effettuate – è destinato, sulla base di apposito indirizzo del MIBACT, ad attività di promozione culturale nazionale ed internazionale, al fine di favorire la creatività dei giovani autori e interpreti. Lo scorso anno, per esempio, SIAE ha lanciato la prima edizione di “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”, progetto in accordo con il MIBACT – del quale prossimamente verranno resi noti i dettagli dell’edizione 2017 – attraverso il quale la Società Italiana degli Autori ed Editori ha distribuito 6,3 milioni di euro a sostegno di attività che favoriscono la creatività e la promozione culturale nazionale ed internazionale dei giovani under 35.

 

Per approfondire http://www.rockol.it/news-679303/equo-compenso-copia-privata-cos-e-come-funziona-a-cosa-serve-siae-faq