Microsoft è in difficoltà, sta facendo investimenti stellari su AI che non tornano come utili, ha rimandato l’uscita di Windows 12, Windows 10 è attualmente usato dal 70% degli utenti e solo il 30% è passato a Windows 11, i suoi requisiti tecnici (Bios UEFI, Avvio Protetto, Dischi formattati in GPT, TPM 2.0, CPU 64bit recenti, monitor minimo HD in DirectX 12) escludono buona parte dei vecchi hardware ancora funzionanti, le nuove integrazioni AI con l’aggiornamento alla versione Windows 11 24H2 mandano in pensione anche le CPU serie Ryzen 7000-8000 e gli Intel di 14° generazione spostando lo standard sulle nuove serie di CPU-NPU con minimo 40 TOPS di iminente uscita. Windows 10 sembra sia supportato fino a ottobre 2025, salvo novità, è probabile che Microsoft tema un discredito popolare verso l’Intelligenza Artificiale e un possibile abbandono di Windows a favore di Linux.

 

I principali motivi che non permettono il passaggio a Windows 11 sono:
1 – Hardware datato che non soddisfa i requisiti minimi di installazione Windows 11
2 – A molti utenti non piace Windows 11 per varie ragioni, dall’interfaccia grafica ai bug del file manager, l’account Microsoft e l’Intelligenza Artificiale invasiva che ci spia e che decide per noi o altro che ancora non sappiamo.
3 – Probabili problemi/incompatibilità con vecchi software/hardware ancora in uso su Windows 10
4 – Un sistema informatico non aggiornato non è sicuro e può essere infetto, facilmente attaccabile da virus, malware, spyware, ramsomware, Keyscrambler, ecc.

 

Il mancato aggiornamento software è il principale fattore di obsolescenza dei device (smartphone, tablet, computer, smart TV, ecc), molti device potrebbero durare molto più tempo rispetto i soliti 2-3 anni consumer, in questo caso per chi vuole allungare la vita al proprio PC anche datato, ci sono due soluzioni pratiche anche per i non esperti, serve prestare sempre attenzione, prima di fare qualsiasi operazione si consiglia di fare un backup dei vostri file personali, quando si formatta un disco vengono cancellati i dati presenti, i sistemi PC dal 2012 supportano i Bios UEFI a 64bit X64, i precedenti 32bit X86 dovrebbero essere ancora supportati da alcuni Linux fino al 2025, il TPM si è diffuso dopo il 2013 e imposto con Windows 11.

 

Possibili soluzioni mantenendo l’attuale PC 64bit X64 (anche datato successivo al 2013):
1 – Passare a Windows 11 in modo naturale se è supportato il PC oppure forzare l’installazione sui PC non supportati, in tal caso funzioneranno tutti gli aggiornamenti tranne i cambi versione che dovranno essere forzati.
2 – Passare a Linux in caso di utilizzi generici non professionali, per chi non è esperto si consiglia di partire da LUBUNTU (LXDE – sistema ultraleggero completo) o XUBUNTU (XFCE – sistema leggero graficamente semplice per PC datati/poco prestanti) nelle versioni LTS (supporto a lungo termine – 5 anni di supporto) per iniziare a conoscere il mondo Linux, KUBUNTU (KDE) se volete un sistema completo graficamente più bello, presa confidenza con questo mondo si può passare alle altre distribuzioni, ce ne sono per tutti i gusti, molte gratis e altre a pagamento, facendo varie prove potrete trovare quello che fa per voi.
I sistemi Linux sono molto reattivi e adattivi, a differenza di Windows si possono installare su una chiavetta Usb e usare/provare senza installare nulla, Linux crea i propri driver durante l’avviamento riconoscendo la maggior parte dei device, il catalogo software gratuito è immenso, se poi piace basta cliccare sulla relativa icona “Installa” sul desktop e si avvia la procedura semplificata di installazione del sistema operativo, tra le opzioni potete installare anche in versione minimale.