Questa volta non parleremo tanto dei tag, metadata, playlist, condivisioni, annotation e tutta la parte più tecnica e ‘fredda’ del mezzo, ma cercheremo di capire YouTube come media, quale è il linguaggio più corretto e i contenuti da utilizzare.
Partiamo da un concetto, l’account YT non va visto esattamente come un canale TV, ma come un network, ad esempio come la RAI, Mediaset o Sky, dove sono presenti più contenuti organizzati in canali tematici verticali.
All’interno di un account saranno presenti delle playlist dedicate a determinati argomenti, come ad esempio ha fatto il locale Babylon in Turchia (giusto per uscire dai soliti esempio anglosassoni).

 

 

Come potete vedere, il ‘network’ Babylon vede la presenza dei canali/playlist dove poter trovare contenuti verticali su determinati argomenti.
Abbiamo il Primo Canale dedicato alle Sessions, video di qualità registrati prima del concerto, un’esibizione più intima e raccolta.
Nel Secondo Canale sono presenti le interviste realizzate agli artisti che si esibiranno.
Nel Terzo le Preformance vere e proprie.
In questo caso il Babylon si è trasformato da semplice locale in un fornitore di contenuti attraverso i quali promuove la propria attività, oltre ad aumentare la brand awareness (che oramai non ha più bisogno di essere spiegata).
A questo punto il chitarrista di una band dirà: “Per un locale, per un marchio o un servizio, è molto più facile ideare contenuti verticali, ma per un musicista è praticamente impossibile”.
La prima cosa alla quale pensare prima di aprire un canale YouTube è: che tipo di artista sono? Rimango nella prima repubblica e promuovo soltanto i miei video e i miei concerti sperando che qualcuno mi scriva ‘bravo’ nei commenti cosa che mi può bastare per andare a letto la sera senza pensieri strani e poi domani si vedrà…
…oppure…
Sono un artista del 2017?
Prendiamo SALMO.

 

 

E quando dico Salmo intendo qualità e contenuti.
Basta vedere la sua pagina YouTube per capire la quantità di informazioni che (io come utente) ho a disposizione.
Ho il video in primo piano che cambia una volta consumo il contenuto, le playlist/canali con gli uploads, i video che riguardano “Midnite”, “Death USB”, all’interno dei quali sono presenti video della sua vita, degli incontri o dei suoi tutorial, se così vogliamo chiamare questo:
<iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/Z3bnjUKT7pw” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>
Pensate che anche la Dark Polo Gang ha un canale leggermente organizzato, con il video in primo piano (in questo caso “Spezzacuori” 1mnl di views in tre giorni) e un solo canale/playlist attivo dedicato ai loro Vlog (invecchiati senza essere stati aggiornati). Molto poco e quindi tipico italiano.

 

 

Cambiando genere le cose si impoveriscono, Daniele Silvestri ha in home page contenuti vecchi 7 anni; la versione VEVO ha giusto aggiornato i video, ma è solo una semplice lista.
Brunori Sas, invece, lo utilizza come elenco della spesa, ha il video in primo piano (in questo caso “Canzone Contro la Paura”) e poi la generica playlist “Uploads” con i video ordinati cronologicamente. Per chi ha visto Brunori dal vivo sa che le sue sono vere doti comunicative; perché allora non utilizzarle per avvicinare ancora di più gli ascoltatori, facendo ad esempio un ‘canale’ dedicato ai suoi pensieri, oppure a quello che dice nei concerti tra un brano e l’altro.
Stessa cosa per Silvestri.
Come mai i rapper quando lo fanno hanno successo, mentre il pop si vergogna così tanto?
Di descrivere la home page YouTube di Cosmo non ho neanche voglia tanto è disastrata e abbandonata. Peggio di lui hanno fatto ‘solo’ TheGiornalisti, questa riesco a farla vedere in un’immagine.

 

 

A parte l’assenza del banner e il link al sito il cui dominio è scaduto, TheGiornalisti hanno affidato alla loro label la gestione della pratica, infatti le info e i video ufficiali sono presenti sulla pagina della Carosello Records

 

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Anche in questo caso abbiamo un frontman, Tommaso Paradiso, che riesce a creare un suo mondo appena vede una luce rossa che si accende, quindi basterebbe veramente poco per attirare sempre più persone sulla pagina e quindi ai loro concerti, soprattutto adesso che hanno due scadenze enormi: 9 maggio (Palalottomatica) e 11 maggio (Mediolanum).
Ritorniamo in un ambiente più urban, quello di Roshelle la cui vita artistica ha avuto un’impennata con XFactor, per carità, ma è riuscita a mantenere alta l’attenzione grazie ai contenuti che riusciva a ideare e caricare: video diari e cover, fondamentalmente. Con il risultato di 101.818 subscriber per 7.7 mln di views (ad esempio, il mio amato Cosmo ha 6.077 subs per 3.3 mln di views non facendo assolutamente nulla!!!).

 

Da ricordarsi:
  1. Avatar
  2. Banner
  3. Video in Primo Piano (alternare)
  4. Canali/Playlist con (ad esempio)
    1. Video ufficiali
    2. Live
    3. Interviste
    4. Prove
    5. Versioni Acustiche
    6. Cover
    7. Momenti extra musicali
    8. V-log
    9. Etc.
  5. Non vergognarsi perché se sbagliate un contenuto il massimo che vi può succedere è la scarsa viralità
  6. Condividere i video sulle altre piattaforme e/o realizzare una versione dedicata per Facebook, Twitter e Instagram
  7. Possibilità di ‘embeddare’ il video in un post sul blog (sito ufficiale o Tumblr) e condividerlo

 

 

Fabrizio Galassi