Con il motto “Shop Local, Listen Global” (“Compra locale, ascolta globale”) Humbolt si era presentata ai mercati, lo scorso mese di agosto, come alternativa “etica” ai big dello streaming musicale: pagando un abbonamento mensile pari a 2,99 dollari al mese gli utenti iscritti al servizio avevano accesso a un catalogo fornito da una ventina di etichette e una buona schiera di artisti indipendenti che avevano aderito all’iniziativa. Assunto base di Humbolt era, oltre all’accessibilità al pubblico, l’equa retribuzione dei fornitori di contenuti, ai quali venivano accordate percentuali sensibilmente maggiori a quelle applicate dalla concorrenza mainstream.
Il tentativo, sicuramente nobile, non è però andato a buon fine: con una mail indirizzata ai propri abbonati, Humbolt ha annunciato la chiusura della propria piattaforma.

 

Per approfondire https://www.rockol.it/news-696554/musica-e-streaming-chiude-dopo-2-mesi-piattaforma-etica-humbolt