La RIAA, l’associazione di categoria dei discografici statunitensi, ha diffuso i dati del primo semestre del 2017: viene confermato il trend positivo degli ultimi tempi, con le iscrizioni ai servizi streaming a pagamento che segnano un aumento del 17%.
Tradotto: 4 miliardi di dollari di revenue per la musica registrata nella prima metà dell’anno: nel 2016 erano 3,4 miliardi, nello stesso periodo. Complessivamente, si tratta di un aumenfto dei profitti da retail dell’11,4% per l’industria discografica americana.
Dei 4 miliardi di dollari del period, il 19% arriva dai download, il 16% dalle vendite fisiche e il 3% sincronizzazione. Lo streaming vale il 62%: un anno fa la quota di era del 47%.
Il rapporto della RIAA divide l’1,7 miliardi di dollari di ricavo dallo streaming tra servizi “pieni” (Spotify, Apple Music), e “abbonamenti limitati” (es. Amazon Prime Music): questi ultimi valgono 225 milioni di dollari, ma sono cresciuto del 213.4% in un anno.
Ha dichiarato la CEO Cary Sherman – facendo riferimento nuovamente al Value Gap e all’annosa questione dei pagamenti di YouTube ritenuti non adguati.

 

Per approfondire http://www.rockol.it/news-678595/streaming-america-17-nella-prima-meta-del-2017